STORIA DI SAN MICHELE IN BREVE

SAN MICHELE DEL CARSO E LA GRANDE GUERRA

A nordovest del paese si innalza il Monte San Michele, alto 275 m, che si estende in parte sul territorio del Comune di Sagrado e parte sul territorio del Comune di Savogna d'Isonzo.

Il San Michele è noto soprattutto per i sanguinosi combattimenti che si svolsero qui, e nei territori circostanti, tra l'esercito italiano e l'esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale. Migliaia di giovani soldati di diverse nazionalità persero la vita in questi luoghi. Il San Michele aveva una grande importanza strategica. L'armata austro-ungarica, che aveva conquistato il monte dopo la prima battaglia dell'Isonzo, controllava tutto il territorio goriziano dalla cima del San Michele, e ovviamente anche la città di Gorizia, che era rimasta sotto il loro assedio fino alla famosa sesta battaglia dell'Isonzo, conosciuta appunto anche come la battaglia di Gorizia.

Fino ad allora l'offensiva italiana non era riuscita a conquistare il San Michele. L'obiettivo primario dell'esercito italiano era quello di liberare Gorizia, ma per fare ciò fu prima necessario scacciare gli austriaci dal San Michele e ovviamente anche dal Sabotino, da Oslavia e dal Calvario che erano i punti principali di difesa della città.

La sesta battaglia dell'Isonzo ebbe inizio il 4 agosto e si concluse il 16 agosto del 1916. L'artiglieria italiana diede inizio all'attacco al San Michele. Le granate e i frammenti causarono un'indescrivibile carneficina. Il 6 agosto andò all'attacco la fanteria italiana e per giorni si susseguirono offensive e controffensive. Gli austriaci, decimati nei giorni precedenti dall'artiglieria italiana, non ebbero altra scelta che lasciare il Monte San Michele agli Italiani. Di notte, tra il 6 e il 7 agosto, alcuni battaglioni ungheresi tentarono una controffensiva che però fallì e l'armata italiana ebbe nuovamente la meglio.

Durante la prima guerra mondiale caddero migliaia di soldati ungheresi sul San Michele; in loro memoria fu costruita una cappella che si trova a Vallone nella località Visintini, mentre a Nova Vas (Slovenia) fu eretto un monumento in loro ricordo. Dopo la caduta dell'esercito austro-ungarico sul San Michele e sugli altri monti intorno alla città, il 9 agosto 1916 l'armata italiana entrò a Gorizia.

Oggi il San Michele è un vero e proprio museo all'aperto. Le trincee e le gallerie che si estendono su tutto il monte raccontano il suo cruento passato, conquistando i suoi visitatori. Sul San Michele si trova il museo della Grande Guerra allestito con una ricca esposizione di reperti.

Oltre a rivisitare la storia di questi luoghi, dal monte potrete ammirare un panorama unico. Su un versante vi si aprirà una vista magnifica sull'Adriatico, da Monfalcone alla foce dell'Isonzo e fino a Grado. Nelle giornate limpide la visuale si estende addirittura fino a Pirano e oltre. Sull'altro versante del monte si può ammirare una splendida veduta delle Alpi Giulie: dal monte Kanin al Matajur lo sguardo si innalza verso il Monte Nero e ancora più in la fino al monte Tricorno. Ad ovest lo sguardo si ferma sulla Pianura Friulana. Un panorama da non perdere.

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